Archivio domande e risposte

Questo costa costruire con il sistema ICF? [10/10/2018, Attilio M., Genova]

I costi di costruzione dipendono da molteplici fattori interagenti tra loro e dipendenti oltreché dalla tipologia di edificio, anche dall’organizzazione dell’impresa e dal contesto nel quale si interviene. Non è possibile pertanto fornire valori di costo universali. Tali argomentazioni sono state ben sviluppate nel libro “Edifici sismoresistenti progettati con le NTC 2018 – Analisi e comparazione tecnico economica tra sistemi costruttivi”, autore Cristian Angeli, http://www.icfpro.it/pubblicazioni/. Tale pubblicazione riporta i dati esatti dei costi di costruzione con sistema ICF con riferimento ad un edificio residenziale a tre piani fuoriterra più interrato.

Per la progettazione strutturale di pareti ICF possono essere impiegate le “Linee Guida per sistemi costruttivi a pannelli portanti basati sull’impiego di blocchi cassero e cls debolmente armato gettato in opera”? [15/09/2018, Nicola D., Pesaro]

Le citate Linee Guida non possono trovare applicazione nel caso di strutture “continue” a pareti in c.a. del tipo ICF, poiché esse sono riferite a pareti realizzate mediante specifiche casserature (tipicamente in legno cemento) che determinano la realizzazione di pareti discontinue NON CONFORMI alle prescrizioni generali delle NTC. Va detto tuttavia che nemmeno vi sarebbe motivo di applicarle, poiché nulla aggiungono a riguardo della verifica di pareti in cls debolmente armato rispetto a quanto già previsto dalle norme vigenti (NTC ed Eurocodici). Il fatto che le Linee Guida in oggetto ammettano la presenza di armatura unica orizzontale e verticale, è stato giustificato dai singoli sistemisti che hanno svolto specifiche campagne di indagini sperimentali.

Nelle strutture a pareti portanti in c.a. è necessario inserire le legature (o ganci)? [01/09/2018, Pietro R., Savona]

La questione da lei sottoposta è stata oggetto di numerosi approfondimenti. Ora le NTC 2018, in linea con gli Eurocodici, hanno definitivamente chiarito che le legature previste per i setti isolati in c.a. e per i pilastri, NON SONO NECESSARIE nel caso di strutture scatolari a pareti in c.a. Ovviamente ciò è vero qualora vengano adottate specifiche impostazioni progettuali… [il testo completo di questa faq può essere richiesto a info@icfpro.it]

In merito alle pareti estese debolmente armate la nuova norma e la nuova circolare introducono delle novità? [20/08/2018, Andrea C., Roma]

Si, le NTC2018 rivedono profondamente la definizione di pareti estese debolmente armate, eliminando la richiesta di rispetto dei requisiti geometrici e rendendo pertanto più fruibile tale inquadramento progettuale “Una struttura a pareti è da considerarsi come struttura a pareti estese debolmente armate se le pareti sono caratterizzate da un’estensione a buona parte del perimetro della pianta strutturale e sono dotate di idonei provvedimenti per garantire la continuità strutturale così da produrre un efficace comportamento scatolare. Inoltre, nella direzione orizzontale d’interesse, la struttura deve avere un periodo fondamentale, in condizioni non fessurate e calcolato nell’ipotesi di assenza di rotazioni alla base, non superiore a TC.

La Circolare esplicativa delle NTC 2018 ha introdotto novità in merito alla progettazione di strutture a pareti? [10/08/2018, Maria Cristina R., Torino]

La Circolare esplicativa delle NTC 2018 introduce numerosi chiarimenti e integrazioni. Per quanto riguarda le pareti in cemento armato la principale novità è quella inerente alla possibilità di ridistribuzione delle sollecitazioni fino a un massimo del 30% (p.to C.7.4.4.5) nel caso di analisi elastica lineare. Tale ridistribuzione non è ammessa per i telai e pertanto rappresenta un riconoscimento della “potenzialità” delle strutture a pareti.
All’opposto la medesima Circolare NTC 2018 introduce forti penalizzazioni per le strutture a pareti in legno, ribadendo e chiarendo, ad esempio, la necessità di verifica di deformabilità e di specifica progettazione delle giunzioni metalliche. Tali tipologie di controllo rendono molto difficile la verifica degli spostamenti delle strutture in legno multipiano, trattandosi di elementi fortemente deformabili.
Per maggiori specifiche inerenti a questo argomento si rimanda alla pagina “approfondimenti”, ove è presente una scheda dedicata alle novità introdotte dalla Circolare illustrativa delle NTC 2018.

Quali risparmi economici si ottengono utilizzando il sistema ICF rispetto ad altri sistemi costruttivi? [28/06/2018, Daniele D., Foggia]

I risparmi economici sono notevoli sia rispetto alle costruzioni tradizionali sia rispetto a quelle in legno, anche se purtroppo non esistono dati “ufficiali” su questi argomenti, ne ricerche universitarie. Per questo motivo l’ing. Cristian Angeli ha scritto un testo dal titolo “Edifici sismoresistenti progettati con le NTC2018 – Confronto tecnico economico fra sistemi costruttivi” che verrà pubblicato in settembre dal editore Legislazione Tecnica. In questo volume viene dimostrato, mediante progettazione di uno stesso edificio con sistema ICF, tradizionale a telaio e X-lam, che il risparmio che si ottiene mediante il sistema ICF è rispettivamente del 25% e del 35% rispetto agli altri due sistemi. Ciò perché le NTC2018 hanno reso molto più gravosa la progettazione degli edifici intelaiati in c.a. e perché la tecnologia dei pannelli in legno lamellare richiede materiali di base e lavorazioni molto costose.

Le NTC 2018 apportano modifiche al progetto di strutture a pareti portanti? [20/03/2018, Cristiano S., Roma]

Le modifiche introdotte dalla NTC 2018 alle regole tecniche e ai procedimenti numerici che attengono le strutture a pareti portanti in cemento armato risultano modeste. In attesa della pubblicazione della Circolare ministeriale esplicativa è possibile elencare, in estrema sintesi, i seguenti aggiornamenti:

– Al par. 7.2.6 viene introdotta la possibilità di considerare un comportamento “non dissipativo” anche adottando un valore di q (ora definito “coefficiente di comportamento”) pari a 1.5 (in precedenza era 1);

– Ai par. 7.4.6.1.4 e 7.4.3.1 vengono introdotte alcune definizioni e limitazioni inerenti alle “pareti estese debolmente armate”, che tuttavia risultano di limitato interesse stante l’usuale impostazione delle strutture “a pareti in cemento armato” e non già a “pareti estese debolmente armate”.

Ciò che risulta più importante e, probabilmente, meno noto, è la modifica introdotta al par. 4.1.2.3.9 in tema di verifiche di stabilità, che ora divengono cogenti anche per le pareti e non più solo per i pilastri come prevedevano le previgenti NTC 2008.

Data la massiccia presenza di polistirene la maturazione del cls gettato entro casseri ICF richiede tempi più lunghi di quelli di strutture tradizionali? [07/05/2018, Francesca B., Rimini]

Il processo al quale si fa riferimento è la “stagionatura” del cls, che non viene in alcun modo danneggiata dalla presenza dei casseri in polistirene. Anzi è vero l’esatto contrario… A tal fine si rimanda ad un approfondimento presente su Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Stagionatura_del_calcestruzzo, ove è spiegato che il calcestruzzo, durante la fase di stagionatura, è importante che rimanga protetto dagli agenti atmosferici, al fine di preservare il calore di idratazione e l’umidità. Le strutture tradizionali, in particolare quelle verticali, che nella pratica corrente vengono scasserate pochi giorni dopo il getto, possono andare incontro ad una riduzione delle loro prestazioni, proprio a causa dell’esposizione repentina e prolungata esposizione all’aria.

E’ possibile gettare le pareti ICF con cls alleggeriti? [28/04/2018, Antonio Z., Pisa]

E’ possibile effettuare getti di pareti ICF con cls realizzati con inerti leggeri, non solo nel caso di pareti non portanti (tamponamenti per esempio) come avveniva in passato, ma anche per pareti strutturali. Le NTC2018, infatti, al § 4.1.12 hanno introdotto specifiche norme integrative per le “strutture in calcestruzzi di aggregati leggeri minerali, artificiali o naturali, con esclusione dei calcestruzzi aerati”, che ora possono essere contemplati più chiaramente nei progetti strutturali.

Bisogna solo valutare con attenzione la differenza di costo di tali materiali rispetto a quelli ordinari che, data la quantità di cls presente in una struttura a pareti, può risultare particolarmente incidente. Bisogna inoltre ricordare che i calcestruzzi aerati (che spesso sono quelli più diffusi) non possono avere funzione strutturale ma possono essere utilizzati solo per il getto di pareti non portanti.

E’ possibile svolgere il progetto di edifici a pareti con il metodo delle tensioni ammissibili in zone a bassa sismicità? [27/04/2018, Luca P., Cagliari]

No, non è possibile per nessun edificio di nuova costruzione e quindi nemmeno per le strutture a pareti portanti realizzate con casseri ICF. Le NTC2018 hanno infatti eliminato qualunque riferimento a tale metodo di calcolo, che rimane valido solo per alcune verifiche di edifici esistenti per la redazione di progetti simulati.

Nelle pareti ICF i ferri possono essere disposti su un’unica fila? [17/04/2018, Giulia B., Enna]

In generale nelle pareti in cemento armato (comprese quindi le pareti realizzate con casseri ICF) i ferri devono essere disposti su due file contrapposte, sia gli orizzontali che i verticali. Questa prescrizione non deriva dalle Norme Tecniche italiane che nulla impongono per le pareti nel caso di progettazione in campo elastico, bensi derivano dall’Eurocodice 2 che recita “si raccomanda di prevedere un’armatura orizzontale… in corrispondenza di ciascuna faccia”.

E’ più “deformabile” una struttura a pareti in c.a. o una struttura a pareti in legno tipo X-Lam? [17/04/2018, Antonio B., Roma]

La deformabilità di una struttura a pareti in legno X-Lam è strettamente dipendente dalla modalità di realizzazione degli impalcati che, nella pratica corrente, sono composti da pannelli in legno lamellare affiancati e connessi con viti “alla traditora”. Se gli impalcati possono essere schematizzati, ai fini del calcolo, come “rigidi” nel loro piano allora la deformabilità della struttura in elevazione è molto ridotta (assimilabile a quella di strutture ICF), se invece la connessione tra i pannelli non è del tutto efficace ai fini dell’ottenimento della continuità (per tipologia di connessioni, presenza di “fughe”, tolleranze esecutive, etc) allora la schematizzazione strutturale deve tener conto della cedevolezza degli impalcati nel loro piano. In tal caso le deformazioni indotte dal sisma alla struttura in elevazione aumentano notevolmente e superano anche di un ordine di grandezza quelle di analoghe strutture realizzate con sistemi ICF.

Le strutture ICF invece risultano rigide senza alcun tipo di condizionamento esecutivo e pertanto le deformazioni sono sempre infinitesimali.

Il cls gettato entro casseri ICF deve essere vibrato? [07/04/2018, Riccardo R., Forlì]

Qualunque getto di cls costituente elementi strutturali in cemento armato deve essere SEMPRE vibrato. Questo poiché il cls non vibrato non può fornire garanzie di compattazione, di assenza d’aria e, soprattutto, non può fornire garanzie di resistenza. Si evidenzia che un cls non sufficientemente compattato può presentare una riduzione della resistenza meccanica fino anche del 70% rispetto al valore nominale.

Chiaramente la vibrazione deve avvenire con modalità adeguate alla tipologia di casseri e allo slump del cls, tenendo presente che l’eccessiva vibrazione può risultare, anch’essa, dannosa.

Nello specifico caso dei sistemi ICF è consigliato l’impiego di vibratori “a piastra” che, agendo dall’esterno, non determinano sovraspinte idrostatiche.

Nella sezione UTILITIES è riportato un interessante approfondimento relativo alla “Influenza della vibrazione sulla resistenza del cls”.

Devo realizzare un edificio in alta montagna e i getti avverranno probabilmente con temperature inferiori allo zero. Possono venire in aiuto i casseri coibentati ICF? [05/04/2018, Ruggero R., Trento]

I getti in “climi freddi” devono essere effettuati con massima cautela. Dal punto di vista normativo per “clima freddo” si intende una condizione climatica in cui, per più di tre giorni consecutivi, la temperatura media dell’aria è inferiore a 5°C oppure non supera, per più di 12 ore, i 10°C. E’ facile comprendere che simili condizioni, in inverno, si verificano frequentemente, non solo in alta montagna. Secondo le Linee Guida del Consiglio Superiore dei LL.PP. (parere num. 80/2016) i getti possono essere effettuati anche in condizioni di clima freddo “nel caso di getti in ambiente protetto o in presenza di adeguato isolamento delle casseforme…”. E’ possibile svolgere opportuni calcoli per verificare la capacità della cassaforma di trattenere il calore di idratazione del cls e quindi per garantire la maturazione in condizioni adeguate.

Si comprende quindi che i sistemi ICF risolvono, anche dal punto di vista normativo, il problema dei getti in condizioni di temperatura inferiori allo zero.

Stò valutando i sistemi ICF-SAAD per costruire la mia casa ma ho notato che alcuni, per esempio quello denominato XYZKJ, presentano discontinuità del materiale isolante per la presenza di fili di ferro passanti. Altri, come ad esempio il sistema KJXZY presentano dei “fori” nel polistirolo chiusi con “tappi”… Vorrei sapere se, a suo parere, tali discontinuità possono avere influenza sui valori di trasmittanza. [30/03/2018, Marino A., Arezzo]

Le discontinuità alle quali Lei fa riferimento derivano dal processo di assemblaggio dei sistemi “a grandi pannelli” in questione, dei quali, per correttezza, si è omesso di indicare il nome commerciale. Non vi è dubbio che tali discontinuità del materiale isolante (interruzioni del polistirene e “mini” ponti termici), di dimensioni modeste ma estese omogeneamente per tutta la superficie, riducono l’isolamento termico della parete, determinando valori di trasmittanza più alti di quelli di analoghi sistemi con stesso spessore di isolante. Queste “imperfezioni” a volte non vengono prese in considerazione nelle schede tecniche di prodotto, pertanto è buona norma che il Termotecnico effettui, lui stesso, la verifica dell’effettivo valore di trasmittanza delle pareti, tenendo conto di questi “vuoti”. Si evidenzia che, nel caso di sistemi ICF a “piccoli pannelli”, prodotti industrialmente mediante stampaggio, l’isolante è continuo e privo di discontinuità.

Ho sentito parlare della “Prassi di riferimento UNI/PdR” riferita ai sistemi ICF. Di che norma si tratta? Come si integra con le NTC 2018? [26/03/2018, Marco P., Firenze]

La cosiddetta “Prassi di riferimento” non ha alcun valore normativo e pertanto non vi è alcuna correlazione con le NTC 2018. Le prassi di riferimento, come si può ben leggere nel sito UNI sono “…forme di pubblicazioni para-normative, frutto di collaborazioni con soggetti istituzionali, al fine di accrescere la cultura dell’innovazione e preparare i contesti di sviluppo per le attività di normazione…”

Non esiste nemmeno una “Prassi di riferimento UNI/PdR riferita ai sistemi ICF”, come da Lei citato, bensì esiste unicamente la UNI/PdR 30:2017 promossa da AIPE (Associazione Italiana Polistirene Espanso), che è riferita agli elementi “solaio” realizzati con casseri in polistirolo a perdere.

Che differenza c’è tra SAAD e ICF? [25/03/2018, Fabio V., Pesaro]

Si tratta di due acronimi che indicano lo stesso sistema costruttivo a pareti portanti in cemento armato realizzate mediante casseri in polistirolo a perdere. ICF è la più nota denominazione, utilizzata a livello mondiale, e significa “Insulating Concrete Forms”. SAAD significa invece “Sistemi Ad Armatura Diffusa” ed è la denominazione (marchio registrato) che è stata attribuita ai medesimi sistemi da un gruppo di produttori italiani facenti capo ad AIPE (Associazione Italiana Polistirene Espanso).

In tema di “ergotecnica edile” sono mai state fatte valutazioni riferite ai sistemi ICF? [22/03/2018, Enrico M., Bologna]

I sistemi ICF sono nati e si sono sviluppati proprio per ottimizzare l’organizzazione del cantiere. Pertanto, pur in assenza di specifici studi, è possibile affermare che i sistemi ICF ed in particolare quelli costituiti da pannelli “da assemblare”, apportano vantaggi in termini di ergotecnica. Basti in tal senso affermare che i pannelli vengono prodotti e consegnati secondo le specifiche indicazioni progettuali, minimizzando gli scarti, gli ingombri e le lavorazioni di montaggio. Anche in termini di trasporto, consegna, movimentazione e stoccaggio i sistemi ICF risultano migliorativi rispetto all’ergotecnica tipica dell’edilizia tradizionale e rispetto a quella di altri sistemi costruttivi.

Vorrei sapere se le strutture realizzate con il sistema ICF devono assoggettarsi alla normativa di deposito dei calcoli al genio civile (1086 e s.m.i.) [02/03/2018, Francesco C., Carbonia]

Senza dubbio si tratta di edifici in cemento armato assoggettati, appunto, alla norma da lei citata e alla L.64/74. Pertanto i progetti strutturali devono essere redatti in forma esecutiva e depositati presso i competenti uffici comunali, provinciali o regionali, che provvedono a conservarli o a rilasciare apposita autorizzazione sismica a seconda delle norme locali vigenti.

Come è possibile ricercare un professionista “esperto” con il sistema ICF? [15/02/2018, Sara G., Ancona]

I sistemi ICF presentano la caratteristica di semplificare tutto il processo progettuale ed esecutivo, quindi non richiedono particolari competenze professionali. Tuttavia come in ogni settore l’esperienza specifica è molto importante ed ogni azienda produttrice solitamente dispone di un elenco di professionisti “specializzati”.

Quale tipologia di fondazione è maggiormente compatibile con il sistema ICF? [15/02/2018, Sara G., Ancona]

Gli edifici realizzati con sistemi ICF (ovvero con pareti portanti in cemento armato) non richiedono un tipo particolare di fondazione, che pertanto può essere superficiale o profonda.
E’ evidente tuttavia che i sistemi a pareti portanti presentano la caratteristica peculiare di distribuire omogeneamente e diffusamente le pressioni sul terreno, pertanto la condizione più ricorrente è quella che prevede fondazioni superficiali a trave rovescia rettangolare.

Una struttura realizzata con il sistema ICF richiede minori interventi di manutenzione? [20/02/2018, Roberto D., Roma]

Senza dubbio si, in quanto i materiali che la costituiscono sono intimamente legati tra loro e si “proteggono” a vicenda. Il cls che, come noto, richiede interventi di manutenzione importanti dopo un certo numero di anni, nel caso specifico è contenuto all’interno del polistirene, che lo protegge dagli agenti esterni e dalle escursioni termiche. Il polistirolo è a sua volta sostenuto dal cls, al quale risulta saldamente ancorato e pertanto non può deformarsi, staccarsi, fessurarsi, etc.
Gli strati di finitura esterna a loro volta, contribuiscono a mantenere protetto l’insieme, riducendo drasticamente la frequenza degli interventi di manutenzione.

Le pareti ICF possono essere utilizzate controterra? [22/02/2018, Daniele V., Perugia]

Questa risposta può essere agevolmente rintracciata nel libro “Sistemi costruttivi a pareti a pareti portanti in c.a. – Insulating concrete forms”, al quale si rimanda.

E’ possibile realizzare una struttura mista (es. copertura in legno, solaio in laterocemento…)? [24/02/2018, Andrea T., Rimini]

Sicuramente si. Gli edifici a pareti portanti possono interagire con qualunque altra struttura.

Una casa realizzata con il sistema ICF ha maggiore valore nel momento di rivendita? [25/02/2018, Massimo R., Rimini]

Sicuramente si, in quanto differisce da quelle realizzate in modo tradizionale per la maggiore efficienza energetica e per la sicurezza strutturale. Considerata la mole di edifici “invenduti”, conseguenti alla crisi edilizia, è molto importante avere “argomenti” per differenziare i propri edifici dagli altri.

E’ necessario eseguire verifiche di stabilità per pareti eseguite con sistemi ICF? [01/03/2018, Franco F., Forlì]

Non è rilevante se le pareti sono realizzate con sistemi ICF o in modo tradizionale. In ogni caso le verifiche di stabilità, pur non essendo richieste obbligatoriamente dalla norma, sono quantomeno opportune in tutti quei casi in cui il rapporto H/s>20 o laddove vi siano situazioni di caricamento particolarmente gravose. In questo stesso sito è disponibile un foglio di calcolo per eseguire la verifica di stabilità di pareti in c.a.