Introduzione dell’Arch. Alfiero Moretti

L’arte del costruire si è evoluta nei secoli sulla base della rilevazione sperimentale, o piuttosto occasionale, del buon funzionamento delle opere già realizzate, oppure per l’inventiva di pochi costruttori che, guidati dall’intuizione, hanno concepito nuove geometrie e nuove soluzioni.

La sicurezza strutturale e la sostenibilità ambientale del costruito rappresentano, in questo momento particolarmente impegnativo per il nostro paese, visti i recenti eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia nel 2016, temi di fervida discussione nel mondo dei professionisti e delle imprese, soggetti coinvolti nell’ennesimo complesso ciclo di ricostruzione di migliaia di edifici fortemente danneggiati o distrutti dal sisma.

La principale esigenza, la più sentita senza dubbio, è la necessità per le persone che hanno perso molto, o addirittura tutto, di riacquistare quella dignità gravemente ferita, attraverso la ricostruzione delle proprie abitazioni e dei propri luoghi di lavoro per ridare linfa a quei tessuti socio-economici, dilaniati dai terribili eventi che li hanno, non solo in senso metaforico, fortemente scossi.

Dobbiamo però avere a disposizione idonei strumenti di lavoro che, dalla fase di progettazione fino a quella di esecuzione delle opere, guidino gli attori della ricostruzione in questo ambizioso e complesso processo. Tutto questo oggi è possibile, grazie anche al grande lavoro svolto nei settori della ricerca e dello sviluppo di nuove tecnologie, che ormai da anni coinvolgono tecnici, aziende, imprese di costruzioni ed istituzioni, nei settori cardine dell’edilizia: strutture, finiture ed impianti.

I sistemi costruttivi “a pareti portanti in cemento armato realizzati mediante casseri in polistirolo” seguendo questa genesi, sono nati e si sono sviluppati prendendo “il buono” delle tecniche del passato (che non a caso privilegiavano le pareti massive), ma ponendosi in una prospettiva futura di ottimizzazione dei processi edilizi, di risparmio energetico e di sicurezza antisismica.

Costruire con setti portanti in calcestruzzo realizzati con casseri a perdere in EPS rappresenta quindi una tecnologia solo in parte innovativa, poiché i materiali che compongono il sistema (calcestruzzo, acciaio e polistirolo) sono ormai da decenni la base fondante della nostra cultura costruttiva.

L’innovazione, se così si può dire, sta solo nell’inversione delle fasi realizzative e nel processo di prefabbricazione industrializzata dei pannelli. Curioso pertanto osservare come l’edilizia “alternativa”, per rispondere alle prescrizioni dettate dalle norme e alle esigenze di sicurezza e sostenibilità, abbia inconsapevolmente recuperato i principi di costruzione del passato, tornando a far coincidere il “sistema portante” con il “sistema di chiusura”.

I sistemi costruttivi a pareti portanti in cemento armato ICF rappresentano un significativo esempio dell’implementazione di queste sinergie. Le loro caratteristiche consentono di garantire elevate prestazioni, in termini capacitivi, dal punto di vista della sicurezza sismica, in virtù delle proprietà intrinseche del sistema stesso. Queste importanti peculiarità permettono di perseguire il soddisfacimento dei requisiti richiesti per terremoti violenti (Stato Limite di Salvaguardia della Vita – SLV) ma anche, e soprattutto, di rendere la struttura meno vulnerabile al danneggiamento anche per input sismici caratterizzati da elevate accelerazioni al suolo. La tecnologia, che è alla base del sistema, consente inoltre attraverso l’utilizzo di “pannelli-cassero” in materiale altamente performante dal punto di vista del comfort termoigrometrico, la realizzazione di edifici a basso consumo energetico, nonché dall’elevato isolamento acustico.

L’obiettivo principale della pubblicazione è quello di illustrare “la sostanza” dei vari sistemi a pareti portanti ICF presenti sul mercato mondiale, dal punto di vista tecnologico, produttivo, progettuale ed applicativo, fornendo le informazioni necessarie per capirne le reali potenzialità.

Il volume si apre con un’introduzione generale sui sistemi a pareti portanti, descrivendoli ed inquadrandoli nel vasto panorama dei sistemi alternativi all’edilizia tradizionale. Segue una parte più specifica dedicata ai sistemi in polistirolo, ove si illustrano i materiali, le varie tipologie di casseri presenti sul mercato e l’inquadramento normativo, con un interessante approfondimento alla tematica delle tutele garantite dalle norme italiane ai fruitori dei sistemi non tradizionali. Si entra poi nel vivo degli aspetti progettuali e cantieristici connessi all’uso dei pannelli ICF, soffermandosi approfonditamente sui dettagli costruttivi e dando pratiche risposte a casistiche “particolari”, che a volte mettono in difficoltà i progettisti e gli applicatori. Successivamente vengono messi in evidenza i vantaggi connessi all’uso dei sistemi ICF rispetto all’edilizia tradizionale, sotto il profilo cantieristico, di sicurezza, velocità, risparmio energetico ed economicità degli interventi. Con spirito critico ed obiettivo si parla anche dei limiti d’uso e di quelle applicazioni singolari che, per essere risolte in modo corretto con sistemi ICF, devono essere eseguite con un livello di cura particolarmente elevato. A proposito degli aspetti cantieristici vengono esposte anche alcune accortezze inerenti alla direzione dei lavori di edifici realizzati in ICF. Ma l’aspetto forse più caratterizzante di questa pubblicazione è rappresentato dagli esempi applicativi. Non solo un progetto di un edificio pluripiano proposto pressoché per intero, sia a livello grafico (esecutivi strutturali) che a livello di calcoli, ma ben 25 schede esplicative (comprendenti estratto dei disegni, descrizione e fotografie) di altrettanti edifici progettati dall’autore e realizzati in Italia e all’estero.

I reali vantaggi dei sistemi ICF, in Italia, sono stati peraltro messi in luce in occasione di precedenti processi di ricostruzione emergenziale conseguenti ai recenti sismi di Abruzzo ed Emilia Romagna con risultati più che apprezzabili.

Oltre agli eventi calamitosi di cui sopra, la perdurante crisi edilizia e le nuove normative nazionali entrate in vigore negli ultimi anni in materia antisismica e di risparmio energetico, dovrebbero indurre il settore edilizio a valutare con maggiore attenzione i sistemi a pareti portanti che, ottimizzando il processo edilizio, introducono vantaggi economici ed esecutivi, ripensando ed aggiornando il modo di costruire “tradizionale”.

La congiuntura economica, tecnica, ed emergenziale, ha velocemente modificato alcuni comportamenti ed oggi i sistemi ICF vengono annoverati, insieme ai prefabbricati in legno, tra i più promettenti in termini di vantaggi indotti in fase costruttiva e di prestazioni dell’edificio finito.

Il libro sarà letto criticamente da ingegneri strutturisti, che lo useranno per capire meglio i sistemi a pareti portanti in c.a. comprendendo che poco o nulla differisce tra le pareti che si ottengono mediante casseri precoibentati e quelle che si armano in opera in modo tradizionale. Sarà letto da tecnici progettisti, che avranno modo di capire le caratteristiche tecniche del sistema, da ogni punto di vista. Sarà letto anche da imprese edili, nel caso i progettisti ed i loro committenti scelgano di avvalersi di questa tecnologia.

Mi auguro infine che venga letto e studiato da studenti di ingegneria e di architettura colmando il loro bagaglio culturale per affrontare con maggiore consapevolezza la loro futura attività professionale.

Credo di poter affermare infine che gli obiettivi prioritari della attuale ricostruzione post-sisma 2016, rapidità, aumento della sicurezza strutturale ed efficientamento energetico, possano trovare completo soddisfacimento anche attraverso l’utilizzo di sistemi costruttivi a pareti portanti del tipo ICF.

Arch. Alfiero Moretti
Dirigente del Servizio Organizzazione e Sviluppo del Sistema di Protezione Civile – Regione Umbria
Coordinatore Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Umbria – USR Umbria