Superbonus e Supercontraddizioni.

Abbiamo capito che non solo gli interventi antisismici, ma anche quelli di natura statica (ad esempio la sostituzione delle travi di un vecchio solaio), effettuati nelle zone sismiche, danno diritto al Superbonus: non è necessario che queste opere riducano il rischio sismico del fabbricato.
E già qui non sono d’accordo.
Poi questi interventi non sono premiati se fatti nelle zone a bassa sismicità.
E anche questo non ha senso, perché la forza di gravità è la stessa dappertutto.
Ma c’è di più. Quegli stessi lavori, pur non avendo rilevanza sismica, non sono ammessi al Superbonus neanche – in pratica – nel caso in cui vengano effettuati su aggregati edilizi. Infatti l’art. 16/bis del DPR917/1986 prevede che gli “interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica devono… comprendere interi edifici e, ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari”.
Tradotto significa che se possiedi una unità immobiliare inglobata in più ampio aggregato (come sono tutti i centri storici) non puoi fruire del Supersismabonus per rifare i tuoi solai, ma devi intervenire su tutto il palazzo, che magari non è tuo e neanche ne ha bisogno.
Serve un chiarimento ufficiale.